Oggi spazio di approfondimento rivolto a Giulia Natali (grd, 2002) in questi giorni seguita da grande interesse per via della chiamata azzurra con la Nazionale Italiana Senior, riscrivendo a 15 anni, 11 mesi e una manciata di giorni la presenza più giovane ad una selezione femminile, superando una campionessa come Cecilia Zandalasini. Giulia Natali infatti compirà 16 anni solo…domani…
Beatà Gioventù! Abbiamo pensato di farla conoscere meglio in una lunga intervista a 360°… Ecco cosa ci ha raccontato! Buona lettura…

Ciao Giulia, dato che siamo in macchina e non puoi scappare se non scendendo in corsa, per una volta ti abbiamo “incastrato” e mentre raggiungi le meritate vacanze, parliamo un pò della tua storia… Partiamo dagli inizi, parlaci della passione per lo sport che corre nella tua famiglia, a partire da tuo padre, tua madre e tuo fratello.  “Siamo una famiglia tranquilla, dove lo sport scorre nelle nostre vene, una passione che sicuramente mi ha trasmesso mio padre, che ha giocato tanti anni, anche ad alto livello. Mia madre faceva tennis, mentre mio fratello gioca nella Vis 2008 Ferrara, due anni avanti a me. Mi ricordo che da piccolina andavo a vedere giocare papà, poi mi hanno messo una palla in mano ed è stato amore da subito.”

Ritieni che i tuoi genitori siano stati importanti per il tuo lato “sportivo”, ti hanno mai incoraggiato o spinto?  “Mia madre si è rassegnata, alla fine ora ha una buona conoscenza di pallacanestro, dato che i miei seguono me e Marco in giro per l’Italia e ormai anche l’Europa, tra Finali, Competizioni, Raduni, Campionati. Non mi hanno mai forzato a fare sport, semplicemente mi hanno supportato, devo ringraziarli per tante cose, e una grande pazienza..”

Cosa ti hanno trasmesso?  “Bhè da mio padre credo di aver preso il suo lato scherzoso, ironico, goliardico (sei una peste ndr), ci divertiamo sempre un sacco… Da mia madre sicuramente la determinazione, il non mollare mai, è una cosa di lei che rivedo molto in me.”

Perchè il basket, cosa ti è piaciuto da subito di quella palla a spicchi? Quando è nato il colpo di fulmine?  “Tutto parte dalle scuole elementari, all’interno di un rapporto di collaborazione con il Cus, mi ricordo che giocavo già a scuola, dato che stavo sino al pomeriggio, e fino a che non mi recuperava la nonna ogni momento era buono per avere la palla in mano…”

Ripercorriamo brevemente tutte le tue tappe… “Sembrano passati secoli ma in realtà è tutto molto fresco! Dal Cus Ferrara al minibasket Vis il passo è sto breve, giocavo con i maschietti, ma ero l’unica femmina, mi cambiavo da sola, sentivo che mi mancava qualcosa, volevo una squadra mia, stare con altre ragazze come me e sono passata un anno alla Bonfiglioli, giocavo con le 2000, mi pare U14, è stata una parentesi che a distanza di anni mi ha fatto capire che potevo restare con i maschi ancora un pò perchè l’intensità e la fisicità era maggiore, mio padre mi aveva avvertito, ma come sempre faccio di testa mia… Poi il passaggio in Bk Academy, dove ha avuto il via un nuovo inizio.”

Quello che si è appena concluso è il tuo terzo anno in Bk Academy, non si può certo dire che tu abbia raccolto poco… 1 titolo U14, 2 U16, 2 U18, 2 secondi posti italiani assoluti, 4 finali nazionali, 5 interzona… “E’ stata una scalata vertiginosa, dove via via ci si è strutturati in maniera sempre più attenta e con un sistema di lavoro chiaro e progressivo. Io mi sento migliorata tanto in questi anni, se ripenso a come ero e come sono ora, non posso che ringraziare tutti quelli che si sono presi cura di me, e continuano a farlo, giorno dopo giorno. Quanto ai successi, fanno piacere certo, perchè ti dicono che stai facendo le cose in maniera corretta.”

E’ più facile entrare in un sistema vincente o crearlo dal niente secondo te?  “Credo sia più facile creare un sistema, vederlo crescere, con il lavoro di tutti. E’ molto gratificante pensare a quello che è stato fatto a livello locale, sul territorio, abbiamo portato un gruppo di ragazze della zona ai vertici delle varie competizioni. Non potevo chiedere di meglio. Tutto questo da molta più soddisfazione che entrare in un gruppo già fatto o che ha già vinto, in cui devi andare a ricoprire ruoli diversi.”

Parliamo del tuo percorso che ti ha visto prima da aggregata lo scorso anno, quindi parte del sistema Serie A in questa stagione, e sarai chiamata a responsabilità sempre maggiori. Parlaci delle differenze tra le tre annate con la prima squadra. “E’ stato un percorso non semplice, ma secondo me corretto, fatto su misura per quello che ci serviva. Il primo anno a contatto con la prima squadra è stato da subito motivo d’orgoglio, poi però ci sono tanti fattori da tenere in considerazione; ci allenavamo in condivisione con il giovanile, quindi non vivevamo appieno la squadra nel suo percorso settimanale, per di più i regolamenti non ci consentivano di essere tesserate, non era facile nemmeno per le senior di allora poterci sempre integrare. Discorso diverso quest’anno, che è stato un cambiamento netto. Essere parte della squadra, in un ambiente che costantemente ti mette nelle condizioni di aiutarti, per me è stato importante e stimolante. So che ogni anno serve qualcosa in più, e proverò a dare il massimo per riuscirci.”

Ripercorriamo tutte le tappe azzurre: Torneo Bam, 2 Trofei dell’Amicizia, poi lo scorso anno l’exploit con l’Europeo U16, con un terzo posto assoluto  “La prima chiamata azzurra mi ricordo fu uno mezzo shock… Manco sapevo esistessero le nazionali giovanili, pensavo ci fosse solo la formazione senior. Il primo anno è stato una piacevole scoperta, prima con il Trofeo dell’Amicizia e quindi il Torneo BAM in Slovenia, dove ho pure vinto la classifica di miglior rimbalzista! L’anno scorso ancora la chiamata dell’U15 per la mia seconda volta al Trofeo dell’Amicizia, quindi il passaggio ala selezione U16. E’ stata un’estate particolare. Come tutte le novità avevo paura di non riuscire a fare squadra. Mi ricordo l’ultimo giorno, coach Riccardi mi richiamava un sacco, molto più del solito. Oddio, ecco, ha deciso di mandarmi via, la mia estate è finita. E invece, quando ha letto i nomi ed ero dentro è stata una grande gioia (e un pianto liberatorio leggendario.. ndr). Mi ricordo anche la prima notte dopo le scelte, vado agli Europei mi ripetevo, incredibile! Sentivo la responsabilità che arrivava, è stata una bella sensazione. Poi tutta la cavalcata fino al terzo posto, emozioni indescrivibili”.

Volevi giocare di più?  “Alla fine è stato giusto cosi. Erano partite importanti e avevo la fortuna di avere compagne forti, alcune forse più pronte di me, anche a livello mentale per le esperienze precedenti.”

C’è mai stato un momento in quella preparazione all’Europeo, che hai detto, Ok basta, non riesco, voglio andare a casa…. “No, mai pensato.”

Giulia Natali che caratteristiche nella pallacanestro ha? Come ti vedi da fuori?  “Da dentro non sempre capisco… per fortuna ci sono tanti che mi spiegano dove sbaglio o dove posso migliorare. Io non mi sento ancora troppo sicura come portatrice di palla, soprattutto a palleggiare. Organizzare la squadra, gestire le scelte, sono tutte cose su cui mi devo allenare e migliorare. Mentre so che posso essere veloce e correre bene per il campo, con il pallone e senza, non sono più veloce delle altre, ma sono decisa in quello che faccio, scaltra! Il mio tiro potrebbe essere migliore, ci sono giornate in cui tiro abbastanza bene ed altre in cui non entra in una vasca da bagno, ma non mi lamento, l’ho sentito crescere giorno dopo giorno, ed è bello quando vedi in campo il riscontro di quello che fai settimana dopo settimana. Non mi sento un grande difensore, però so che è un lato molto mentale e di approccio, quindi cerco sempre di fare il massimo, senza tirarmi indietro.”

In squadra hai trovato due compagne di nazionali come Gilli e Nativi, che sono poi amiche e vivono a contatto con te tutti i giorni, descrivi il rapporto con loro e che cosa prenderesti loro…  “Sono parte di me, viviamo praticamente assieme giorno dopo giorno, in palestra come a scuola, dato che con Gilli sono in classe insieme e Nativi è in quella affianco… Di Caterina invidio molto il suo saper reagire positivamente a ogni difficoltà. Quando c’è un problema o vede qualcosa che non sempre le piace, si attiva e lo risolve. Quando siamo in difficoltà o serve di più, o subisce qualcosa, eleva il suo rendimento. E’ un grande capitano e dentro di lei trovo tutte le caratteristiche giuste per ricoprire questo ruolo. Per quanto riguarda Silvia io mi sento molto affine a lei come carattere, la sua determinazione è fortissima, il voler fare sempre meglio. Ho grande stima di lei, so che ha un grande potenziale e sono certa che ha solo iniziato a fare vedere cosa può diventare.”

Averle avute a condividere il percorso con te è stato un vantaggio? Ti sei mai sentita in competizione con loro?  “E’ stato un grande vantaggio e non mi sono sentita mai in competizione. Io non ho problemi a riconoscere tranquillamente i loro punti di forza, anzi! Tra compagne ci si deve aiutare e fare un percorso con persone abbastanza inquadrate, che remano nella stessa direzione, aiuta enormemente. Non è una squadra dove c’è solo una giocatrice a fare la differenza, squadra è quando tutte portano il proprio contributo e tutte si migliorano nel gioco delle altre, vale per Caterina e Silvia cosi come per tutte le altre mie compagne. Io so che non potremo sempre e solo giocare insieme, ma credo anche che al momento siamo miglior percorso di formazione possibile, quindi…”

In stagione avevi conosciuto coach Crespi all’interno del progetto Contagio Azzurro che ha visto il settore squadre nazionali visitare le sedi delle squadre di A1 e le principali di A2, che idea ti eri fatta?  “Da subito mi ha fatto sorridere! Ogni tanto faceva certi paragoni o uscite anche ironiche, ma è bravo e molto preparato, mi piace. Non vede gli allenamenti solo fine a se stessi, lavori forte, poi ti fermi un attimo, c’è la battuta, il momento di stacco, qualche risata, poi si riparte, concentrati.”

Il rapporto è proseguito con Ragazze in Tiro, parlaci di questa iniziativa  “E’ una cosa che male non fa, servirebbe farlo di frequente, ma purtroppo per i tanti impegni non sempre si riesce. Forse trasferire quel protocollo di lavoro ai club potrebbe aiutare una maggiore diffusione del tipo di lavoro che si cerca. Io avevo già avuto modo nella mia società di confrontarmi con Adam Filippi (shooting coach ndr) quale specialista del tiro, con sedute specifiche. Sono percorsi importanti per una giocatrice; coach Crespi da grande importanza a questo fondamentale, si gioca per fare canestro il suo cavallo di battaglia. Io riconosco che a distanza solo di pochi anni, mi hanno posto l’attenzione su tanti dettagli, come la presa sulla palla o lo spin/rotazione, che purtroppo nel mio caso non è ancora quello desiderato, ma ci stiamo lavorando..”

Pochi giorni fa la chiamata con l’Italia Senior, che cosa hai provato quando hai ricevuto la notizia?  “Subito ho pensato a uno scherzo… mi stavo preparando per le vacanze, con l’ultima finale nazionale a Costamasnaga, nella mia testa c’era solo la parola FINE per la stagione: per due settimane vado al mare, poi al basket ci pensiamo… Con la chiamata, sono tornata nell’ordine delle idee che non era finito proprio niente! Un’altra nuova esperienza mi attendeva… all’inizio ero più preoccupata che felice, come tutte le prime volte, sono la più piccola, avevo già una certa agitazione… Poi mi sono tranquillizzata, vado la, faccio il meglio che riesco, tutto qui. E’ stata una stagione pazzesca in cui siamo cresciute, tutte, moltissimo. Alla fine ricevere attestati di stima e fiducia come questi è certamente gratificante. Una bellissima soddisfazione, che non mi aspettavo proprio.”

Parlaci di questi quattro giorni di raduno, cosa devi migliorare e cosa ti hanno lasciato… “Ora sono veramente stanca, mentalmente e fisicamente da un anno di lavoro lunghissimo, sono stati quattro giorni positivi, in cui sono stata benissimo, in un bel gruppo, anche se solo Sperimentale. Per me non c’è cosa migliore di potermi allenare, se mi dicessero, ora parti per un altro raduno, non ci penserei un attimo e partirei subito, ma anche il riposo è importante; adesso ho un paio di settimane prima del prossimo impegno. Il 3 luglio sarà già tempo dell’U17 con la preparazione ai Mondiali. Io in questi anni mi sono trovata benissimo ad allenarmi anche d’estate, dovrei riposarmi un pò di più, quindi cerco di recuperare le energie in ogni occasione utile…”

Torniamo a ripercorrere la stagione giovanile dello scorso anno, partiamo dall’U18… “Abbiamo fatto una buona stagione e un buon percorso, il rammarico è non è essere entrate nelle prime 4 d’Italia, d’altra parte nella partita dentro/fuori dei quarti con Geas ci siamo bloccate, faticando tantissimo contro la zona milanese, sicuramente la partita che ci ha messo più in difficoltà nell’anno. Loro hanno meritato di passare, per noi è esperienza.”

Con U16?  “Con l’U16 credo siamo arrivati nella miglior posizione possibile e alla nostra portata. Vincere lo scudetto non era semplice contro un’ottima squadra come Costa, per di più in casa loro; ci abbiamo provato e già reggere il livello di un team cosi lungo e allestito per questo traguardo è una soddisfazione. Eravamo reduci da una settimana dispensiosa, io stessa ero veramente molto stanca, avrei voluto giocare in maniera diversa, ma non sono riuscita. Dobbiamo ringraziare Caterina Gilli che ci ha tenuto a galla sino all’ultimo, con una partita pazzesca, mi ha impressionato, anche se so che può fare la differenza sempre.”

Quale è stata la persona più importante sin qui in questo tuo processo di crescita?  “Sicuramente sei stato tu, senza dubbio. (non sveleremo il nome ndr). Lo penso davvero. (dopo ti diamo 5 euro.. ndr). [Risate]. Ci hai tenuto su mentalmente, concentrate, ci sei sempre stato. Mi sono sentita sempre supportata, sempre seguita. Ci sono giorni in cui ognuno ha bisogno di una parola in più, o di uno stimolo, e sono sempre arrivati. Un grazie va sicuramente a Marco (Castaldi ndr) è stato presente per noi, ha cercato di aiutarci, ci ha sempre parlato, è stato presente. Non posso che ringraziarlo.”

Tu e la scuola? Come riesci a incastrare tutto?  “Sono un genio. No scherzo! E’ solo una questione di organizzazione, ci sono periodi siamo piene di impegni, e allora sta a noi saper trovare il tempo per tutto, portandoci avanti con alcune cose, per esempio il sabato mattina, magari dormendo qualche ora in meno… Per me la scuola non è mai stata un peso, alla fine riesco a districarmi abbastanza bene.”

Tu e i ragazzi?  “Ah.. (Sospira ndr) A me sicuramente farebbe piacere avere l’appoggio e un bel rapporto con un ragazzo, una complicità quotidiana in quello che faccio, una condivisione. Per ora non ho ancora trovato quello giusto. Riusciresti a conciliare tutto secondo te? “Sicuramente potrebbe essere un problema, magari io sono due mesi in nazionale… e lui dov’è? (…) Alla fine capisco anche io quando sento che tanti sportivi stanno con altri sportivi. A me per esempio attraggono sicuramente di più ragazzi che fanno basket come me, li preferisco, li trovo caratterialmente più vicini al mio modo di pensare e di come vivo il quotidiano (quindi baskettari farsi avanti…non siate timidi! ndr)

Tu e le compagne?  “Durante l’anno non sempre riusciamo ad essere a stretto contatto con le nostre compagne di giovanile, perchè stiamo facendo un percorso con la Serie A, però non cambia niente perchè poi man mano che gli appuntamenti incalzavano ci ritrovavamo, ci siamo sentite ugualmente vicine nelle seconde fasi, negli interzona o alle finali nazionali. Ognuna di noi ha percorsi diversi e sa dentro di se cosa è per lei il basket e cosa vuole dal basket. Io non giudicherò mai una mia compagna a livello tecnico, fisico o tattico. Io penso che l’unica cosa che puoi controllare è l’atteggiamento, la concentrazione, questo è importante e tutte noi cerchiamo di venire in palestra con la giusta mentalità. I fenomeni non esistono, o almeno nessuna di noi si reputa tale, continuiamo a lavorare, chi non ha questo spirito, sbaglia ancora prima di entrare in palestra.”

Parlaci del campionato di Serie A1 come è stato prima vederlo da fuori, quindi poi farne parte attiva?  “E’ abbastanza simile a come me lo aspettavo. Quando ero fuori, guardavo le partite e pensavo, li c’è un mio idolo che gioca! Adesso è la stessa cosa, solo che ci gioco contro… Siamo in campo con Schio e fa un pò strano pensare che giocatrici che ho tanto ammirato, sono ora così vicine. E’ però una bella sensazione.”

Il basket oggi, l’importanza del lato fisico?  “Sicuramente adesso c’è abbastanza fisico, bisogna essere preparati all’urto, sennò vieni spazzata via. Bisogna lavorare non solo per reggere i contatti, ma per avere spinta, velocità in corsa, tante cose a 360°. Stiamo facendo un percorso che ci sta portando a uno sviluppo fisico, che non potrà terminare in un solo anno che sia quello appena terminato o quello che sta per iniziare, ma in qualche anno sono sicura che avremo vantaggi. Avevamo un gap da colmare e sicuramente ci stiamo lavorando.”

Segui un alimentazione specifica? Oppure segui cibi particolari dove fai attenzione?  “L’hai fatta tu questa domanda? (ride.. ndr) Avere un corpo che mangia bene, riesce a rendere meglio. A questa età non sempre è facile, spesso siamo fuori o di corsa, ed eccediamo in qualche peccato di gola… Io so che sono golosa di dolci, qualche volta esagero, però quando posso cerco di mangiare bene…un sacco di verdura, frutta, d’altra parte a forza di sentirmelo dire…”

Le differenze tra i tre coach che ti hanno allenato nel club quest’anno (Annunziata, Andreoli, Castaldi)  “Mi sono trovata davvero bene con tutti, come modo di pensare pallacanestro forse quello che più si avvicina a me è Marco Castaldi, ma ad esempio mi piace un sacco farmi allenare da Luca Andreoli. Ci sono sicuramente differenze, chi più tattico, chi pone attenzione su dettagli diversi, chi gestisce le cose a suo modo. Io ho rispetto di tutti, loro sono gli allenatori e so che ogni loro scelta è per il nostro interesse e miglioramento.”

Tre giocatrici/compagne di quest’anno che ti hanno impressionato?  “Beba (Bagnara ndr) sicuramente, per quello che ci ha trasmesso. Annie Armstrong, l’ho ammirata per quello che riusciva a fare in campo e come giocava a pallacanestro, cose incredibili, anche se non sempre posso condividere il suo approccio, troppo scostante. E ovviamente Caterina Gilli, che pur coetanee è un riferimento e un modello per me e noi giovani in generale, è un esempio.”

Secondo te Caterina Gilli potrà essere mai un capitano di una squadra di Serie A?  “Secondo me direi proprio di si! Ha veramente tutto per esserlo, lo è già stato a livello giovanile, ma sono certa lo sarà presto anche al piano di sopra…”

La tua estate non si ferma, che aspettative e idee hai riguardo il mondiale e l’europeo in vista?  “Mi sento più sicura e maggiormente pronta. Spero di prendermi più responsabilità e un contributo sempre migliore al team. L’anno scorso ero un pò una specialista, quest’anno spero di essere una giocatrice più completa, che può dare alla squadra più cose di cui ha bisogno. So che Ilaria (Panzera ndr) vuole vincere l’Europeo, non sarà facile, perchè dipende tanto dalle annate e ancora non ho chiari i valori, ma ci proviamo. Per i mondiali sarà ancora più dura, perchè il tasso tecnico e fisico sarà ancora più alto, ma già esserci è una soddisfazione che ci siamo guadagnati e che onoreremo al meglio.”

Coach Lucchesi e Coach Riccardi, differenze e punti di contatto  “Lucchesi a me piace molto, è un ottimo allenatore e formatore, come me vorrebbe allenarsi sempre forte e duramente, lo trovo vicino a me come idee. Nelle difficoltà ci sprona sempre a tirare fuori qualcosa di extra da parte nostra, perchè nessuno ci regala niente. Riccardi è bravo a gestire, guarda con grande attenzione al percorso che dobbiamo fare, e non esita anche a darci dei recuperi extra per farci arrivare nelle condizioni che lui reputa migliori possibili. E’ molto abile a cambiare in corsa, ad adattarsi a quello che serve in quel dato momento.”

Se guardi indietro la tua giovane carriera cosa cambieresti o cosa faresti diversamente?  “Non ho particolari rimpianti, forse l’unica era stare un anno in più con i maschi, per i motivi che ho già detto. Ora però non ci penso, sono concentrata solo sul presente.”

Che squadra sta assemblando la Meccanica Nova, versione 4.0?  “La trazione sarà diversa che in passato, con play americano e guardia/ala anch’essa americana, secondo me sarà un vantaggio ed è una scelta che condivido. Fitgerald ha avuto esperienze ad alto livello, è più che pronta per gestire la squadra con leadership, quando ci sarà un momento della partita di difficoltà o anche un periodo sono sicura che lei saprà prendersi tante responsabilità aiutando la squadra. Quindi condivido le scelte fatte, sarà una Meccanica Nova diversa, starà a noi far si che tutto funzioni per il meglio.”

Dentro di te pensi di avercela già fatta o che non si smette mai d’imparare?  “Cos’ho fatto? Niente. Sicuramente non sono un fenomeno, e spero di non sentirmi mai così. Restare umili è una cosa importante. Credo che per ogni livello, ci sia sempre un livello successivo. Vale per chi viene dalle minors cosi per chi è già gioca in Wnba: si lavora sempre per cercare di migliorare.”

Cosa hai pensato vedendo il saluto di Cecilia Zandalisini in video?  “E’ stata carina, mi risponde sempre su Instagram! Mi fatto davvero molto piacere, poi sono arrivati un sacco di messaggi da tanti che mi dicevano, hai visto Zanda ti ha citato, ti ha salutato, incredibile…”

Non hai paura che tutti questi attestati di stima, complimenti o riscontri ti montino un pò la testa?  “Si, io per carattere non sono una che apprezza troppo stare sotto i riflettori, è una cosa che non mi piace, e non vorrei mai diventare presuntuosa o tirarmela, perchè proprio non è parte di me. Quando mettono in scena queste cose, mi fa piacere, ma mi dico sempre, speriamo non esagirino!”

Se non ci fosse la pallacanestro su cosa pensi ti saresti concentrata? C’è qualcosa che hai trascurato?  “Sincerimente non ci ho mai pensato… Nel mio caso non mi sento di aver trascurato qualcosa o delle amicizie, quando ho tempo cerco sempre di coninuare a fare quello che mi interessa e uscire con le persone che per me hanno importanza, vivere proprio come una normale ragazza della mia età..”

Hobby e passioni particolari?  “Uscire, conoscere sempre gente nuova, sembro timida, ma non è cosi!”

Quale carattere serve per fare quello che fai?  “Io cerco di essere solo me stessa, di dare importanza a tutto quello che faccio, ascoltando tutti però. Non so se il mio carattere è quello giusto, provo veramente solo con tutta me stessa a fare il massimo.”

Non ti pesano i giorni di allenamento con il club, o stare via settimane con la nazionale?  “No, anzi… Come ho detto per me non c’è cosa più bella che allenarmi, certo alle volte non sono soddisfatta, altre vorrei fare meglio o di più, ma scendere in campo giorno dopo giorno e vedere poi i progressi, è uno stimolo incredibile.”

Quanto consideri importante il lato mentale dello sport e nella pallacanestro in particolare?  “Non ci avevo mai pensato, poi con il passare del tempo e nuove esperienze ho capito bene quanto possa essere una forza ed un valore aggiunto, nello sport, come nella vita. Dietro a una prestazione o a un risultato, c’è tanto lavoro dietro, spesso anche invisibile da fuori, ma che ho ben presente. Un migliore approccio mentale a quello che fai, e alla pallacanestro, secondo me tira fuori ancora di più in un’atleta, in questa ultima stagione l’ho capito molto meglio che in passato. Anche qui ho detto grazie a qualcuno, più volte.”

C’è mai stato un momento in cui hai detto, ok basta?  “No, non c’è mai stato.”

Guardia o playmaker?  “Guardia, grazie. Anche se in realtà io lavoro per completare il mio gioco con quante più cose possibili. Quindi perchè no portare palla o aiutare a gestire il gioco, ma allora perchè no avere un gioco in post basso o essere efficace a rimbalzo. Credo che i ruoli siano solo etichette, sta a noi decidere che contenuto voler essere.”

Quando un tua compagna di settore giovanile smette o lascia, cosa pensi?  “Dispiace, ma evidentemente non era quello che voleva, aveva perso passione o non era più quello che voleva fare. Come ogni cosa la vita ti mette di fronte a delle priorità, per me il basket è sicuramente una di queste, per altre magari è differente. Io ho scelto questo percorso perchè sono veramente appassionata e ritengo sia giusto per me. L’importante è per tutte trovare stimoli e fare qualcosa che ci dia soddisfazione, senza essere mai un peso.”

Quanto è stato importante avere un giocatrice esperta come Beba Bagnara in questa stagione?  “Tanto. Lei è sempre stata presente per noi, non solo per le senior ma anche e soprattutto per noi giovani. Tante volte in allenamento ci ha dato consigli, correzioni, si è messa al nostro fianco, cercando di capire quello che avevamo bisogno, senza imporlo o farcelo cadere dall’altro. Ha sempre speso belle parole, ci ha esortato a continuare a lavorare, l’ho apprezzato molto e le auguro il meglio.”

Metti in ordine per noi in ordine questi concetti:
1) Costanza nel Lavoro 2) Resistenza al Sacrificio 3) Libertà al Talento 4) Attenzione ai Dettagli

Ora non ci resta che augurarle buone vacanze, per poi tornare a seguire Giulia nella sua nuova pagina azzurra, pronta più che mai ad essere protagonista dopo l’estate con le maglie di Bk Academy Mirabello e Meccanica Nova Vigarano. A prestooooo!