Di rientro da un dieci giorni di vacanze al mare, oggi parliamo con una fugace Caterina Gilli (ala, 2002), di passaggio a casa per prepararsi al prossimo impegno, l’estate azzurra è alle porte. L’ala di Mirabello infatti partirà per il raduno U17 il prossimo 3 luglio, pronta?  “Si, adesso si. Mi sono ricaricata, ne avevo proprio bisogno…”

E’ facile trovare stimoli estate dopo estate per un percorso con la maglia azzurra, settimana dopo settimana?  “Trovare sempre stimoli non è semplice. Penso ai tanti miei coetanei che si godono le vacanze in spiaggia o in relax, dopo un anno di scuola o in palestra. Trovare le energie, soprattutto mentali, non è immediato, cosi come lavorare e portare attenzione giorno dopo giorno in quello che si fà, quando la testa semplicemente vorrebbe essere altrove. E’ però una cosa che mi piace, giocare a pallacanestro; so bene che dietro a questi sforzi si possono raggiungere grandi soddisfazioni, e tutto così viene più semplice.”

Lo scorso anno la cavalcata fino al bronzo agli Europei U16, quest’estate invece sarà la tua prima volta da doppio impegno, che cosa ti aspetti?  “Sicuramente sarà una bella sfida, ancor più impegnativa. Ci siamo conquistate la possibilità di partecipare ai Mondiali 2018 e quindi abbiamo tutte le intenzioni di fare bene, anche se è normale che l’attesa maggiore sia per l’Europeo a Kaunas. Ogni manifestazione ha il suo fascino, ad esempio l’U17 ha un girone con squadre come gli Stati Uniti, solo il pensiero non può che stimolare! Non avremo tanto tempo per prepararci e rodare la squadra a sfide impegnative, ma cercheremo di sfruttarlo al meglio. Con l’U16 c’è più tempo, si punta in alto.”

Essere con l’U17 è una continuazione di quanto seminato lo scorso anno con coach Riccardi, il nucleo della squadra di Bourges proverà a dare fastidio, che idea hai?  “Il nucleo della squadra non dovrebbe cambiare tantissimo e questo sicuramente sarà un vantaggio, ci si conosce già bene o male. Non avremo Stroscio per infortunio, ma lo staff potrà contare sicuramente su tante atlete di buon valore. Panzera e Pastrello sono sicuramente due giocatrici su cui potremo fare affidamento certo.”

Prima Lucchesi, poi Riccardi quindi nuovamente Lucchesi, per il possibile Europeo numero 3, non ti senti ormai una veterana?  “No, è sempre l’inizio… [ride] Potrebbe essere il terzo Europeo, sicuramente sarebbe una grande soddisfazione! A Udine con il gruppo 2000 non del tutto pronta per un impegno cosi grande, l’anno scorso è andata molto meglio. Ora con il gruppo 2002 proverò a trasmettere quanto imparato nelle esperienze precedenti. Io e Ilaria (Panzera ndr) non possiamo nasconderci, anche se l’importanza del gruppo è sempre la prima cosa. Quanto ai coach sono molto diversi tra loro, ma preparatissimi, con Giò(luc) c’è una stima reciproca ormai da tanto tempo.”

Ritrovi Natali con l’U17 e poi probabilmente Nativi in U16, proprio non riesci a staccarti mai da loro… “No, proprio non si riesce! Sono solo contenta di averle sempre con me, scherzi a parte. L’estate azzurra è un percorso lungo, ci sono dei momenti in cui distrarti o avere persone che conosci benissimo e ti fanno sentire a tuo agio è importante; loro sono sicuramente parte di me, danno colore alle giornate e tutto sembra diverso, migliore, con loro vicino.”

Condividere un percorso assieme è stato un vantaggio? Hai mai sentito invidia o gelosia da parte loro o tu verso loro?  “No assolutamente, mai avvertita. Abbiamo tutte ruoli diversi e caratteristiche differenti dentro e fuori dal campo, ma non è quello il punto. Fossimo anche nello stesso ruolo, in competizione, non avrei mai sentito alcuna gelosia. Averle è stato solo un grande ed unico vantaggio.”

Come è cambiato o cresciuto il rapporto con loro in questi ultimi anni…  “All’inizio mi ricordo che Giulia (Natali ndr) non ci considerava molto! Ci conosciamo da tanto, ma lei giocava con i maschi e poi alla Bonfiglioli; persino il primo anno in Academy, con la stessa maglia, c’è voluto un pò di tempo per rompere il ghiaccio. Con Silvia (Nativi ndr) invece giochiamo insieme da sempre, in un legame di cui ormai si è persa memoria! La svolta con Giulia è arrivata quando abbiamo scoperto che saremmo andate nella stessa scuola, e ahimè nella stessa classe… Li abbiamo stretto il legame, alla fine la scuola è stata utile in questo! [ride..]. Come nel basket è stato un crescendo continuo, ora siamo veramente molti unite.”

Natali ha speso parole chiare su di te, elogiandoti per la tua capacità di reagire alle difficoltà, oltre a riconoscerti un grande capitano… “Credo abbia un pò esagerato… Sembra che io sia il capitano perfetto, ma non lo sono. In una squadra tutte abbiamo un ruolo e tutte dobbiamo fare la nostra parte, io forse per carattere possono essere più diretta o decisa, non mi tiro indietro nelle difficoltà, ma il merito va sempre condiviso. Ognuno reagisce in maniera diversa alle avversità, io stessa vado a periodi. Ricordo di essere andata molto in difficoltà per esempio al mio primo Europeo U16 a Udine, ma ho cercato di non mollare, era un problema di testa. L’esperienza come sempre aiuta tanto e poi si cresce.”

Natali chiamata con la nazionale senior, che effetto ti ha fatto?  “Sono stata molto contenta per lei, quando ho visto che ha battato il record di età all time, è una soddisfazione non da poco! Lei è una persona tra le più umili che io conosca, non ama sentirsi fare complimenti o dire quanto è brava. Sicuramente gli avrà fatto piacere, ma le sue soddisfazioni le tiene per lei. Nessuno se lo aspettava, a nemmeno 16 anni, ma è pronta e se lo è meritato. Poi detto tra noi, per me è anche molto forte!”

Ripercorriamo brevemente il tuo anno, partiamo dal percorso giovanile, parlaci dell’U18 soddisfatta?  “Si, mi ha soddisfatto…circa… L’interzona parecchio, abbiamo fatto prove concrete e giocato molto bene contro Stella Azzurra, ad alta intesità. Alle Finali non siamo andate male, anzi! E’ stato un percorso progressivo, nella fase regionale non ho giocato molto, solo quattro gare mi pare, per poi arrivare fino a Battipaglia. Marghera è stata la partita per noi migliore, non nascondo che speravo potessimo entrare tra le prime 4 formazioni, ma Geas ci ha messo in difficoltà. Siamo mancate come squadra, dovevamo essere maggiormente unite, invece abbiamo scelto soluzioni troppo individuali. Potevamo dare tutte di più, Sesto ha vinto con pieno merito, hanno giocato bene, riconoscendo e attaccando i nostri punti deboli”.

Con l’U16? In finale nessuno può dire che tu non ti sia arresa per ultima… “Se ci ripenso ho sicuramente dei bei ricordi, il rammarico di non essere riusciti ad arrivare primi c’è, ma ho sensazioni ben diverse rispetto a Trieste 2017. Un anno fa abbiamo fatto una partita incolore, forse complice l’inesperienza, è mancato anche il coraggio; siamo andate subito in difficoltà e non siamo più riuscite a riscattarci. A Costamanaga è stato ben diverso, c’è stata molta più consapevolezza, abbiamo giocato maggiormente di squadra. Io ho provato a dare il massimo, sono soddisfatta per la prestazione, ci tenevo tanto a non lasciare nulla di intentato. Durante la settimana ho provato a gestirmi, anche perchè avevo alcuni problemi muscolari, le mie compagne hanno invece dato di più e quindi ci stava che in un finale di stagione cosi impegnativo arrivassero un pò in riserva. Penso anche ad Anna (Lavezzi ndr) che è dovuta rimanere ferma quasi due mesi per l’infortunio, ma ha provato a dare tutto quello che aveva. Ad ogni modo è andata cosi, è stata un’esperienza e come tale un qualcosa da portare sempre con noi.”

E’ stato un anno di spazi anche con la Serie A, purtroppo impegnata sino allo spareggio salvezza, pensavi potessero andare diversamente le cose… “Si ci speravo e ci ho sempre sperato. Prima di evitare i playout, quindi di salvarci con Battipaglia, poi è arrivato lo spareggio. Settimana dopo settimana non è stato facile accettare il susseguirsi dei risultati non positivi. In estate si era fatta una bella squadra, che secondo me poteva recitare un bel ruolo, anche all’interno di un campionato d’elite con solo 10 formazioni. Gli infortuni sono stati condizionanti, è stato un anno molto sfortunato, ma alla fine siamo riusciti a salvarci lo stesso, seppur solo alla fine.”

Quando hai capito che potevi starci ed avere impatto?  “A Torino. Era la seconda di ritorno, al PalaRuffini. Sono entrata e sono riuscita a dare un contributo sensibile alla squadra (6pt in 12’), che ha vinto insieme il match 69-72, è stata una bella sensazione. Credo che nessuno ci abbia regalato niente, abbiamo lavorato tanto per essere dove siamo e poterci confrontare a questo livello; riuscire a ripagare questa fiducia è importante, questi riscontri ci danno fiducia.”

La Meccanica Nova ha cambiato completamente volto, cosa pensi del mercato? “Sarà una squadra diversa, complice anche il cambio di assetto e avere la giocatrice di maggior talento in regia, credo sia una scelta migliorativa, che condivido.”

Quale compagna ti ha impressionato o lasciato qualcosa di particolare in stagione?  “Sicuramente Beba (Bagnara ndr). A noi giovani ha datto tutto, c’è sempre stata, nella quoridianità della pallacanestro, ma non solo. Ci ha sempre fornito consigli e messo a disposizione la sua lunga esperienza, come stavamo, come andava la scuola, la famiglia, i rapporti. E’ stata importante, l’anno in cui eravamo aggregate nessuna compagna ci aveva mai rivolto tutte queste attenzioni, è stata da subito un capitano, ci ha trattato da giocatrici vere senza mai farci pesare l’età o la nostra inesperienza. Tutta la squadra nel suo complesso ci ha fatto sentire maggiormente parte del gruppo, un’accoglienza diversa. Per concludere con Beba, so che sta dando priorità e inseguendo qualcosa di ancora più importante, ha tutta la mia stima e il mio supporto. Brava Beba!”

Il tuo rapporto con lo staff, come ti sei trovata con i tre coach che ti hanno seguito quest’anno?  “Malissimo! [Ride] Scherzo, mi sono trovata molto bene con tutti loro, d’altra parte io non ho mai avuto problema con gli allenatori.. o almeno questi tre allenatori! […] Scherzi a parte mi hanno sempre aiutata, sono stati molto disponibili con me. Ho preso anche le mie cazziate, comunque! Soprattutto il tanto temuto “corri…!” Devo solo ringraziarli, davvero.”

Caterina Gilli come si sente a 16 anni, soddisfatta di quanto fatto o manca qualcosa?  “Sono soddisfatta di tutto quello che ho ottenuto e fatto insieme, anno dopo anno. Se proprio devo dire o fare un appunto, mi manca uno scudetto! Era alla portata, ci siamo andati veramente vicino, abbiamo avuto due possibilità, non ci siamo riusciti, è un rammarico, ma non mi sento di aver fallito per questo!”

Parliamo dei progetti federali, Contagio Azzurro e Ragazze in Tiro? C’è qualche giovane atleta che ti ha colpito e pensi possa fare molto bene ad alto livello?  “Come tutti i progetti bisogna dare il giusto tempo per svilupparli e vederli crescere. L’idea di visitare le sedi di allenamento è una piacevole novità, cosi come soprattutto porre attenzione al fondamentale del tiro, cosa certamente utile. Per quanto riguarda le giovani promesse dico Costanza Verona, mi piace come persona e come giocatrice, già che ci sono dico anche Martina Fassina.”

Ti senti cresciuta e migliorata?  “Sicuramente. Allenandomi in maniera costante ad un livello più alto e confrontandomi con un sistema non semplice come la Serie A è stato un anno diverso per me, nuovo, quindi di crescita.”

Quale è stata la persona che più importante sin qui in questo processo di crescita?  “Te! Ma non lo scrivi mai, sei un’incognita!” (sorvoliamo su lessico e sintassi, ma apprezzabile il riconoscimento, 5 euro anche per te, proprio come a Natali… ndr). “Se non ci fosse stata questa persona (…) avrei mollato probabilmente, mi sento più pronta mentalmente, sono stata aiutata veramente tantissimo, in tutto.”

Hai mai pensato in qualche momento di aver bisogno di qualche momento di svago in più, d’altra parte sempre 16 anni per te sono… “Si ogni tanto lo penso, anche un pò troppo spesso, avendo tanti amici, anche al di fuori della pallacanestro; vedo la vita e le uscite dei miei coetanei e un pò li invidio, non lo nego. I venerdi sera, i sabato sera, le serate, quando vanno a ballare… per fortuna però tante altre soddisfazioni arrivano, il lavoro viene sempre ripagato.”

Tu e la scuola?  “Cos’è la scuola? (…) Sono stata rimandata in matematica e inglese, quindi mi aspettano due corsi di recupero a settembre, purtroppo. Sono pigra, adoro dormire, non lo nego! Potevo fare qualcosa di più, ma incastrare sempre tutto non è semplice, di certo dovrò farmi trovare pronta a settembre e voglio provare a fare meglio nel terzo anno di Liceo che mi aspetta, ci provo.”

Tu e i ragazzi?  “Sono fidanzata, anzi sono felicemente fidanzata. Ho conosciuto un ragazzo, mi fa stare bene, adoro il suo carattere. Spero nelle pause di avere un momento per noi, anzi se potete mettere una bella parola post U17 per qualche giorno di riposo finalmente insieme…”  Innamorata quindi?  “Molto.”

Tu e le compagne Under?  “Non è semplice riuscire a rimanere sempre in contatto durante la settimana, allenandosi ad orari diversi, spesso via ogni weekend. Ma ancora una volta nell’avanzare della stagione sappiamo che gli impegni ci riuniscono e ci portano ad essere maggiormente compatte, soprattutto alle Finali Nazionali; poi è chiaro che ognuna ha la sua vita e le sue amicizie nel quotidiano, ma la pallacanestro è un filo comune che sicuramente ci unisce.”

Quale ruolo ti senti maggiormente addosso?  “Sono un’ala, cerco di portare alla squadra quello di cui ha bisogno, rimbalzi, assist, cerco di applicarmi in difesa, dove mi sento migliorata rispetto al passato. Rendermi utile, insomma. Giocare tre, quattro, non è importante, so che voglio essere in campo e fare di tutto per conquistarmi minuti. Di cose da migliorare ce ne sono ancora parecchie…”

Quando una tua compagna di settore giovanile smette o lascia cosa pensi?  “Sono scelte, anche di vita e come tali vanno rispettate, l’importante è prenderle con la giusta decisione.

C’è mai stato un momento in cui hai pensato, ok basta?  “Si, c’è stato, ma è stato un momento passeggero. E’ stato anche diverso tempo fa, ora non ci penso proprio.”

Quanto consideri il lato mentale importante nello sport e nella pallacanestro in generale?  “E’ fondamentale, senza testa non si può andare da nessuna parte.”

E’ maggiore l’orgoglio di tua madre di vedere quello che fai, o la tua soddisfazione di farle vedere che sei riuscita a non essere da meno?  “La seconda! Ho sempre voluto dimostrarle che sono in grando di fare certe cose e migliorarmi. Certo da piccolina è stata un traino e un riferimento per me importantissimo, nelle scelte, ma ora credo di aver trovato la mia strada, il mio percorso. Lei ha avuto la sua carriera, ora cerco di farne una mia.”

Quale altro sport ti sarebbe piaciuto se non ci fosse stato il basket?  “Il tennis sicuramente o il nuoto.”

E’ più bello aver costruito dal niente questo percorso o preferivi andare ad integrarti in un team già strutturato con altre giocatrici di valore?  “Meglio aver costruito tutto partendo da zero, lo sento tutto molto più mio. E’ facile andare dove già tutto è pronto, organizzato. Valgono per me molto di più questi ultimi due secondi posti fatti a casa mia, con le mie compagne di sempre, che 10 possibili titoli conquistati altrove.”

Se la società ti desse un ruolo di responsabilità già anche in prima squadra, per esempio vice capitano, a 16 anni sarebbe prematuro o ti senti stimolata da questa possibilità?  “Sarebbe un bello stimolo, che dovrei affrontare con il piglio giusto. Non mi spaventa però, dovrei fare ancora più attenzione e cercare di aiutare sempre chi ne ha bisogno.”

Riuscirà la Meccanica Nova 4.0 a prendersi maggiori soddisfazioni che in passato? Gli infortuni sono stati una causa molto condizionante?  “Spero onestamente che gli infortuni ci stiano lontani! Vogliamo tutte fare un campionato ben diverso rispetto a quello dello scorso anno, abbiamo una squadra nuova e nuove opportunità, inseguendo buoni risultati.”

Non è un azzardo avere una squadra così giovane?  “Credo che sia un rischio calcolato, la società, lo staff e tutte noi abbiamo lavorato per farci trovare pronte e migliorare; c’è tanta programmazione dietro alle cose, non scelte avventate o estemporanee.”

Quanto spazi pensi concretamente di poterti ritagliare?  “Sono pronta a tutto! Certo spero di giocare e fare vedere belle cose, ma so che è un campionato competitivo e molto difficile, per nulla scontato. Spero di avere delle opportunità, poi starà a me fare di tutto per coglierle. La società ci ha dato responsabilità, Ennio (il DG Zazzaroni ndr) mi ha detto cosa si aspetta da me, cosa dovrò cercare di fare e cosa evitare, naturalmente…”

Squadre favorite per la lotta al Titolo 2019?  “Sicuramente Ragusa, a breve distanza Schio.”

Giocatrici con cui vorresti giocare insieme?  “Cecilia Zandalasini, che ho sempre stimato moltissimo. Chicca Macchi, sicuramente, per tutto quello che ha fatto e continua a fare al top; giocherei ancora volentieri con Beba, averlo fatto è stato una grande soddisfazione.”

Ringraziamo Cate delle sue parole e non possiamo che farle un grande in bocca al lupo in vista di questa nuova partenza con il team U17 e in generale l’estate azzurra che l’aspetta…arrivederci a settembre per la stagione numero 2 in Serie A!