INTERVIEW: SILVIA NATIVI, TERZO LATO DEL TRIANGOLO EQUILATERO

Nello spazio odierno incontriamo Silvia Nativi (play, 2002) terza azzurrina e terza conferma in casa Meccanica Nova per la stagione 2018/2019 dopo quelle di Giulia Natali e Caterina Gilli. Ecco cosa ci ha raccontato…

Si parte per il raduno U16 il prossimo 16 luglio, pronta? Parlaci di questo tuo ultimo mese, dal 9 giugno sei riuscita a riposarti?  “Si, adesso sono pronta. Dopo le finali nazionali U16 avevo veramente bisogno di staccare, era quello che mi serviva. Ma è solo una pausa! Si riprende con ancor più convinzione… Sono rientrata da poco a casa dopo un periodo al mare in Toscana, mi sono ricaricata, sto bene e utilizzerò questi giorni per riprendere gradualmente. Sono infatti al lavoro con me anche Elena Ceno e Victoria Farina, che entreranno con un ruolo maggiormente ampio anche con la Serie A”.

Sarà per te un’estate diversa, lo scorso anno hai assaggiato l’azzurro con il Trofeo dell’Amicizia, che però ha un tempo di preparazione ridotto, ora invece sarai a Pesaro con l’U16 con l’obiettivo di raggiungere la Lituania, fiduciosa?  “Sarà una bella sfida. Sono conscia che dovrò dare il meglio di me in queste settimane di allenamento e preparazione, con equilibrio, senza esagerare per rischiare poi di arrivare scarica nel finale. E’ un percorso lungo, ma giusto. Mi aspetto allenamenti non semplici, soprattutto a livello mentale e di concentrazione. Avere maggiori giorni di preparazione è solo un vantaggio, possiamo conoscerci meglio come squadra e caratteristiche; è comunque un’estate di lavoro, con cose che ci potranno servire anche per il futuro e la nostra crescita personale, quindi ben venga. Io vado per giocarmi le mie carte sino in fondo”.

Un colore azzurro che condivi con altri due volti ben noti come Natali e Gilli, questo percorso assieme è stato un vantaggio? Hai mai sentito invidia o gelosia da parte loro o tu verso loro?  ”Si, loro sono un pò invidiose di me, perchè io sono la più bella! Scherzi a parte, sono contentissima di poter condividere con loro anche questo percorso. L’anno scorso a Samos in Grecia il Trofeo dell’Amicizia U15, a dicembre del 2017 il Torneo a Zamora, per la prima volta tutte e tre… una grande emozione, anche perchè siamo riuscite a giocare ed esprimerci bene, ora spero di riabbracciarle appena finiranno gli impegni con l’U17, che quest’anno si prepara al Mondiale in Bielorussia. Con loro vicine mi sento sicuramente più tranquilla, so che posso sempre contare sul loro aiuto. Sarà un percorso lungo, ci saranno momenti di difficoltà, la loro esperienza e la loro amicizia sarà sicuramente qualcosa che mi darà una grande mano. Una certezza, sempre”.

Come è cambiato o cresciuto il rapporto con loro in questi ultimi anni..  “Cate la conosco dal mio primo anno che mi sono trasferita a Ferrara, era la 4 elementare, quindi direi che si, ci conosciamo abbastanza… Avevo 8 o 9 anni! Mi bullizzava, ma solo a periodi… Giulia la conoscevamo, ma lei giocava in un’altra squadra, anzi c’era anche una certa rivalità… I primi momenti di contatto sono stati a dei Tornei insieme, momenti che non ci siamo mai più scordate…eravamo le uniche ragazze quindi spesso capitava di essere in stanza insieme, poi certo il suo arrivo in Bk Academy ha facilitato tutto… quando abbiamo capito che avevamo gli stessi disturbi mentali, è stato un attimo trovarsi, e da li non ci siamo più separate!”

Natali ha speso parole chiare su di te, elogiandoti per la tua determinazione e per un carattere diverso ma affine, cosa ne pensi?  “Sono testarda, quindi la ringrazio delle sue parole… Abbiamo caratteri simili, mi trova d’accordo questa definizione… Entrambe siamo molto decise nelle nostre scelte, e difficilmente torniamo indietro una volta presa una decisione. Alle volte capita che la pensiamo in maniera opposta, e questa caratteristica comune viene fuori, ci diciamo però le cose in faccia, anche con toni forti, ma sempre sinceri e diretti. Ora però nonostante abbia 16 anni devo però dire che Natali mi bullizza ancora un sacco, quei 5 giorni di età di differenza si fanno sentire, resto sempre la piccolina del terzetto…”

Natali chiamata con la nazionale senior, che effetto ti ha fatto?  “Sono rimasta da subito stupita, orgogliosa. E’ una chiamata secondo me meritata, ha lavorato tanto per essere dove è ora, si merita veramente ogni soddisfazione. Non credo nemmeno sia stata troppo prematura, il lavoro paga e lei certamente l’ha fatto.”

Il percorso dell’U18?  “Positivo, rammarico per la gara dei quarti con il Geas, che ha vinto con merito. Potevamo e dovevamo fare meglio, giocando in maniera diversa, ma non ci siamo riuscite”.

Il percorso dell’U16?  “Andare ancora una volta cosi vicini dal traguardo massimo e arrivare solo ad un passo non posso dire faccia piacere, ma è una soddisfazione a prescindere. Quando vinci trenta partite e perdi solo l’ultima possibile, non puoi dire di non aver fatto una grande stagione. Si poteva vincere, l’anno scorso come quest’anno, se è mancato qualcosa possiamo solo lavorare per fare si che questa mancanza sia colmata”.

E’ stato un anno di spazi anche con la Serie A, purtroppo impegnata sino allo spareggio salvezza, pensavi potessero andare diversamente le cose… come hai vissuto questa stagione?  “Gli infortuni ci hanno condizionato pesantemente. Siamo partiti stupendo tutti e forse un pò anche noi stesse, eravamo un bel gruppo, ma con la perdita di due elementi chiave, abbiamo avuto molte difficoltà e questo è innegabile, ora voltiamo pagina e partiamo con rinnovato entusiasmo”.

Quando hai capito che potevi starci ed avere impatto?  “Settimana dopo settimana ho avuto la fortuna di confrontarmi con un livello alto, la squadra e le senior hanno fatto il massimo per cercare di farci entrare nel sistema, non posso che ringraziarle per questo. Sappiamo bene, ed io per prima, che non sono del tutto pronta e ho ancora tante cose che posso e devo fare meglio, ma non è mai stato un peso. Vivo tutto questo come una bellissima opportunità”.

La Meccanica Nova ha cambiato completamente volto, cosa pensi del mercato?  “Certo noi giocatrici vorremmo sempre cambiare il meno possibile, tenere sempre un nucleo costante, ma so bene che non sempre si può. Ogni atleta insegue suoi obiettivi di crescita personale, riceve offerte, ha prorità, ruoli e spazi diversi a seconda del club in cui gioca. Abbiamo cambiato assetto e saremo maggiormente a trazione esterna che in passato. Credo comunque si sia allestito un bel gruppetto che potrà togliersi delle soddisfazioni, non vedo l’ora dopo l’estate di riprendere in mano il discorso”.

Quale compagna ti ha impressionato o lasciato qualcosa di particolare in stagione?  “Beba Bagnara. Ci ha aiutato tanto, dentro e fuori dal campo. La sua esperienza e la sua leadership da capitano sono sempre venuti fuori. Io ho interpretato quel ruolo con l’U16, ma so bene che devo crescere tantissimo se vorrò un giorno essere a mia volta un riferimento costante per le più giovani o per le atlete che attraversano qualche momento di difficoltà. Non posso che ringraziarla per tutto quell che ha fatto per me, purtroppo le strade in campo si sono divise, ma sono certa che verrà a trovarci molto presto. Avrò anche il suo numero 13, quindi una responsabilità in più! Oppure un modo per essere sempre con me”.

Il tuo rapporto con lo staff, come ti sei trovata con i tre coach che ti hanno seguito quest’anno?  Quale incarna maggiormente la filosofia della tua pallacanestro? “Ogni coach mi ha trasmesso qualcosa, ognuno di loro ha un approccio diverso e punta su aspetti appunto differenti. Chi mi ha dato indicazioni tattiche, chi tecniche, chi di focus individuale. Posso solo ringraziarli, mi hanno sempre ascoltato e cercato di aiutare. Quindi grazie Luca, Max e Marcone”.

Quali sono gli aspetti che ti senti di voler migliorare in primis, che obiettivi individuali ti dai per quest’anno da raggiungere?  “In primis voglio migliorare ancora di più il ball handling, avere maggior controllo e sicurezza nel possesso della palla, essere più disinvolta, credo sia una qualità importante per il mio ruolo in campo.”

Parliamo dei progetti federali, Contagio Azzurro e Ragazze in Tiro? C’è qualche giovane atleta che ti ha colpito e pensi possa fare molto bene ad alto livello?  “Due belle idee, cui è stato un piacere farne parte. L’attività di Ragazze in Tiro in realtà è un percorso che coach Crespi e la federazione auspica di proseguire all’interno dei club. Io sono fortunata e mi ero già approcciata a questo tipo di lavoro già nel mio club lavorando con Adam Filippi, con maggiore attenzione a dettagli e situazioni che non sempre si riesce ad avere il tempo di curare. Sul fronte atlete ne dico tre: Costanza Verona, Martina Fassina e Jasmine Keys, sono ottime ragazze e bravissime giocatrici, faranno bene e sempre meglio”.

Ti senti cresciuta e migliorata?  “Si, tantissimo nell’ultimo anno, credo di aver fatto passi decisi in avanti. Lo sviluppo fisico e tecnico è evidente, al di la di essere cresciuta come adolescente, certo il mio corpo è maggiormente strutturato, ma non è solo quello che mi sento di aver migliorato, ho maggiore consapevolezza, sono pronta per un nuovo anno di altrettanta crescita”.

Quale è stata la persona che più importante sin qui in questo processo di crescita?  “La mia famiglia, sicuramente c’è sempre stata e mi ha supportato in ogni modo. Poi certo non posso che ringraziare le ormai tantissime persone che si sono relazionate con me per aiutarmi, farmi crescere e migliorare, stagione dopo stagione. Ognuno mi ha lasciato e dato qualcosa, che porto sempre con me.”

Hai mai pensato in qualche momento di aver bisogno di qualche momento di svago in più, d’altra parte sempre 16 anni per te sono…  “Non particolarmente, io credo che ognuno abbia delle passioni e dentro di te sei spinto a seguirle. Per me non è un peso essere in palestra, anzi… Dopo 5 minuti sul divano mi rompo subito, e devo trovare qualcosa da fare…”

Tu e la scuola?  “Tutto bene. A me piace il percorso che sto seguendo al Liceo Roiti, non ho particolari problemi a gestirmi pur facendo un’attività sportiva molto strutturata e che richiede tanto tempo. Anzi devo riconoscere proprio alla pallacanestro il merito di aiutarmi nella scuola, un pò per la capacità di concentrarmi e di approcciarmi ai problemi e alle difficoltà. Oltre a darmi maggiore spinta nel quotidiano, se dopo ho allenamento o pesi o attività, so che devo concentrare al meglio il mio tempo, quindi riesco ad essere maggiormente produttiva ed efficace, molto meglio che se avessi per dire tutto il pomeriggio libero…”

Tu e i ragazzi?  “Sono belli…molto… ahahah! Certo mi piacerebbe avere una persona con cui condividere il quotidiano, sono alla ricerca di quello giusto. Forse il mix scuola e tanto impegno nella pallacanestro ha un pò influito nelle occasioni, ma credo che quando sarà il momento arriverà una persona che accetti e capisca le mie passioni, senza andarle a limitare.”

Tu e il cibo? Quanto è importante l’alimentazione per chi fa sport?  “Mediamente mangio come se non ci fosse un domani (ndr). Che volete farci adoro mangiare e ho sempre fame… So bene che quando sarò più adulta dovrà fare maggior attenzione, ma per il momento e fino a che me lo posso permettere, sicuramente mangio! Lo faccio però in maniera attenta, difficilmente fuori dai pasti, limito i dolci, mangio tanta frutta e verdura, poi certo sono golosa e non mi nego troppe cose. So che per chi fa sport l’alimentazione è importante, quello che mettiamo dentro di noi, è la benzina per farci rendere e produrre, quindi so anche che la mia attenzione dovrà ancora aumentare di più”.

Tu e le compagne Under?  “Con il passare delle settimane e con l’avvicinarsi degli obiettivi giovanili ci ritroviamo e siamo sempre noi stesse tra di noi, anche se magari durante l’anno abbiamo meno occasioni per vederci o stare insieme. Tra noi non è cambiato nulla, certo abbiamo tante amicizie fuori dal basket, tanti interessi anche molto diversi, ma quando siamo tutte con la stessa maglia, siamo concentrate e unite, poi magari non ci si sente per del tempo, ma siamo sempre noi, resterà sempre un legame.”

Quale ruolo ti senti maggiormente addosso?  “Mi sento un play”.

Perchè playmaker, cosa ti affascina del ruolo?  “Fin da quando ho iniziato a giocare mi sono sentita dentro questo ruolo. Mi piace gestire la squadra, organizzare le cose. Credo sia uno dei ruoli più difficili, ma è anche molto stimolante. Devi guardare sempre dove sono le tue compagne, la disposizione della difesa, scegliere come attaccare, cosa fare, i momenti della partita, le letture, devi valutare molti più aspetti contemporaneamente. Tutto questo è la cosa che più mi diverte e piace”.

Sei più eccitata da questa nuova sfida o sotto sotto non hai ancora ben realizzato la difficoltà e l’impegno necessario?  “Secondo me ancora non ho realizzato bene il tutto… avere maggiori responsabilità, un pò mi spaventa. Come tutte le cose nuove, sbagliando si impara”.

Quando una tua compagna di settore giovanile smette o lascia cosa pensi?  “Dipende dal modo in cui lo fa. Le scelte sono personali e solo proprie. Io non posso più di tanto incidere in questo aspetto che appunto è solo loro. Bisogna analizzare se si è nel posto giusto e se la società ha investito e valorizza il tuo percorso per valutare se andare altrove, oppure bisogna capire se la pallacanestro è un piacere e una priorità nella vita di tutti i giorni, se non lo è, meglio fare altro e concentrarsi su quello che conta per noi”.

C’è mai stato un momento in cui hai pensato, ok basta?  “No, non c’è mai stato, assolutamente. Ci possono essere momenti di tristezza o di dubbi, di difficoltà o scoramento, ma non ho mai pensato di dire la parola fine. Onestamente non ci penso proprio”.

Quanto consideri il lato mentale importante nello sport e nella pallacanestro in generale?  “Secondo me è una, se non la caratteristica principale”.

Vivi come un peso avere in casa una persona come tua madre che ha fatto un buon percorso in questo sport?  “Io non mi confronto mai con lei, e nemmeno lei lo fa con me. Giocava nell’epoca ancora dei dinosauri… Lei mi aiuta, è un lato positivo, avendo esperienze può darmi un punto di vista costante. Io vivo il mio percorso. Pensa che lei nemmeno voleva che io e mio fratello iniziassimo basket, non voleva minimamente influenzarci. Io facevo ginnastica artistica, poi vedendo mio fratello ho deciso di provare. Da quel momento non ho più smesso…”

Quale altro sport ti sarebbe piaciuto se non ci fosse stato il basket?  “Atletica, in primis corsa, soprattutto campestre. Mi piace un sacco il tennis. Senza scordare il nuoto e la canoa, dopo gli ultimi giorni in Toscana, poi… Mi considero una sportiva, mi appassiono e scopro sempre con piacere nuovi sport da praticare”.

E’ stato bello aver costruito dal niente questo percorso in Academy o preferivi andare ad integrarti in un team già strutturato con altre giocatrici di valore?  “Preferisco essere arrivata seconda con la mia squadra, l’ho vista nascere: un gruppo di ragazze, con un nucleo costante e ben definito, persone che si vedono tutti i giorni e abitano a pochi chilometri l’una dall’altra. Ho visto crescere anno dopo anno tutto questo, raggiungendo risultati che in tutta sincerità nessuno si aspettava da noi”.

Riuscirà la Meccanica Nova 4.0 a prendersi maggiori soddisfazioni che in passato?  “Ci dobbiamo salvare, ma non scendiamo in campo con questo spirito. Guardiamo alla metà della classifica, un passo alla volta…”

Non è un azzardo avere una squadra così giovane?  “Certo che è un azzardo! Ma calcolato… Sono orgogliosa di esserne parte e mettermi alla prova. Siamo un pò gli unici come società di A1 ad essere cosi, ma andiamo avanti per la nostra strada”.

Ti senti fortunata in questo contesto? Ci sono tante atlete anche molto più grandi o esperte che ancora oggi faticano a trovare spazi in contesti senior, anche in A2, di fatto il club ti ha dato una ghiotta occasione…  “Sono ovviamente molto contenta della scelta della società, hanno seguito un percorso e perseguito l’obiettivo di far crescere le giovani passo dopo passo, tutto va in questa direzione. Ora sta a noi ripagare questa fiducia e questi sforzi. Da Fitzgerald spero di imparare tanto e prendere sempre più consapevolezza e fiducia del mio ruolo.”

Quanto spazi pensi concretamente di poterti ritagliare?  “Cercherò intanto di farmi trovare sempre pronta, di fare cose utili al servizio delle squadra, quello che serve. So bene che ho ancora tante cose da migliorare, ma di contro voglio mettermi a disposizione e fare veramente tutto il necessario per dare il mio contributo”.

Squadre favorite per la lotta al Titolo 2019?  “Direi Ragusa, penso possa essere l’anno buono…”

Giocatrici con cui vorresti giocare insieme?  “Giorgia Sottana e Chicca Macchi”.

Come sarà la Silvia Nativi del futuro?  “Bhè ovviamente mi trasferirò in Australia, dove farò la veterinaria, avrò una villa da sogno insieme al mio ragazzo miliardario e tutto andrà per il meglio… No dai chi lo sà, fino a che mi reggono le gambe, voglio giocare, of course!”

La regista di origini toscane è tornata ora in palestra e sala pesi per riprendere il proprio percorso di avvicinamento che la porterà a metà mese a Pesaro con il team azzurro U16 di coach Lucchesi, buon lavoro piccola grande Silvietta!