Le vacanze estive sono ormai un lontano ricordo per coach Luca Andreoli; insieme al proprio staff tecnico infatti è pienamente al lavoro circa la programmazione dell’attività che vedrà partire la Meccanica Nova entro fine mese. Ricaricato e pronto più che mai ad una nuova stagione in Serie A, ne approfittiamo per parlare con lui delle atlete a roster, in una chiacchierata-presentazione a 360°…

Salve Coach, partiamo dalla regista Feyonda Fitzgerald… “Sicuramente è la nostra giocatrice con più talento, una figura su cui puntiamo molto e che vogliamo sia la nostra leader in campo. Possiede enormi qualità tecniche ed è una cui piace lottare”  Che caratteristiche trovi in lei?  “E’ una giocatrice che ama molto correre, sa giocare il pick n’roll, utilizza molto e bene il palleggio-arresto tiro, all’occorrenza può tirare da dietro i blocchi, anche da tre punti. Ovviamente passa con efficacia la palla, visto anche il ruolo: è una giocatrice completa”  Limiti?  “Non ha tanti centimetri è vero, ma è una giocatrice di cuore, solo per dare un’idea, ricorda in piccolo Allen Iverson, quei giocatori senza paura anche a dispetto di un’altezza modesta, capaci di grandi cose. Sono sicuro che in attacco ci potrà levare molte castagne del fuoco, nei nostri momenti di difficoltà”  Il tutto con la prerogativa di aver già fatto un anno in Europa  “Si, è sicuramente un vantaggio, sia lei che Bolden sono reduci da una stagione nel nostro continente; Feyonda è reduce da un campionato di alto livello come quello polacco, arrivando sesta in una competizione molto agguerrita, questo di certo ci aiuterà, sarà più semplice la loro integrazione con la squadra”  Da un lato le chiederai punti e creazione di gioco, come equilibrare tutto?  “Sia al college a Temple che a Lublino il suo ruolo era quello: gestire le risorse della squadra che aveva attorno a se, ma allo stesso tempo mantenere quel killer instinct che la portava ad aggredire il match in prima persona, chiudendo lei stessa l’azione se c’era bisogno”  Cose su cui lavorare?  “Come molte americane ha un uso limitato della mano debole, in questo caso la sinistra, ma non perchè non sia in grado, ma perchè come molte di loro tende a rifugiarsi nelle proprie certezze; ha un grande tocco, anche vicino a canestro, ma proveremo a farle usare maggiormente anche la sua mano mancina”.

Nella posizione di guardia troviamo Sara Bocchetti  “L’obiettivo primario che abbiamo è riportare Sara in un suo confort di atleta e giocatrice in modo che possa tornare ad esprimere con la sua, aperte vigolette, ignoranza cestistica, chiuse virgolette, proprio come quando giocava a Napoli ed era capitano. Aveva buone percentuali al tiro, cosa che nelle ultime due stagione un pò le è mancato; con due americane sul perimetro insieme a lei, questo l’aiuterà ad avere maggiori spazi ed avere tiri aperti e prendere fiducia, soprattutto ad inizio stagione” Lei è la classica giocatrice di striscia, sarà importante sicuramente il suo tiro ma anche il sistema di gioco creato per supportarla  “Si, stiamo lavorando molto in questo periodo come staff tecnico per pensare alle scelte più opportune e mettere tutte le nostre giocatrici a loro agio all’interno di un sistema offensivo, dove la base del nostro gioco saranno play ed ala. Sara dovrà essere brava, e noi tutti altrettanto bravi, a trovare spazi per le sue giocate. Se nell’ultimo periodo si era un pò nascosta, credo che a 25 anni sia tempo che torni ad essere semplicemente se stessa. Dopo il buon anno che abbiamo trovato con Beba Bagnara, reduce nel suo caso da infortuni o da un utilizzo da specialista, ci riproviamo cercando di levare quello status di tiratrice e basta; cercando di farle riscoprire il piacere di giocare a basket con maggiori responsabilità ed in maniera più completa”  Difesa e rimbalzi sono aree di miglioramento per l’esterna partenopea  “Ogni giocatrice ha qualità e limiti, sono sicuro che se tatticamente potremo coprire qualche suo limite, parimenti trovando fiducia in attacco ci darà una mano sempre maggiore a livello difensivo. Non possiamo chiederle cose che non può fare, ma possiamo lavorare a giusti compromessi. L’ho sentita molto motivata e molto carica, sa che avrà uno spazio abbastanza certo all’interno della squadra, che deve lavorare e ritrovarsi, noi siamo qua proprio per aiutare questo processo”.

Veniamo al ruolo di numero 3, ed ecco la seconda americana, Breanna Bolden  “La scelta di prendere due giocatrici straniere è dovuta al fatto che la palla nel basket moderno passa molto sul perimetro. Lei è una giocatrice che crea molto gioco, ha leve assai lunghe, è un’ottima rimbalzista ed un ottimo difensore. Sono sicuro che ci potrà aiutare nel nostro apparente punto debole che può essere la lotta a rimbalzo o la difesa in post basso. Sui cambi difensivi ci potrà dare una grossa mano: è veloce e sa difendere, quelle braccia molto lunghe l’aiutano ulteriormente”  Resta una giocatrice leggera però…  “Si una giocatrice leggera, che però ha dimostrato solidità, anno dopo anno al college, sempre di più. Rapidità di piedi e mani veloci consentono di sopperire forse a qualche chilo in difetto, ma sicuramente di giocare di furbizia ed astuzia contro qualsiasi avversario, anche un quattro in caso di qualche cambio volante”  Bolden è reduce da una stagione in un campionato minore come il Lussemburgo, dove ha brillato e che raccoglie questa chiamata italiana come una bella occasione  “E’ una giocatrice che ci può dare una solidità difensiva, per citare il nostro recente passato, non andare troppo in crisi contro le esterne avversarie straniere, proprio perchè con queste leve lunghe è capace di difendere su tutti i 2 e i 3 pericolosi delle nostre rivali. Per noi si tratta di una scommessa, proprio come un anno fa lo era Zempare, anche se in un ruolo diverso. Come per B partiamo da una base di qualità importante, una stazza fisica per il ruolo da non sottovalutare pur restando come detto leggera. Il nostro obiettivo come la lunga ghanese dello scorso anno è prendere Breanna ad un livello e portarla ad un altro. Sono conscio che qualcuno potrebbe pensare ad uno scarso riscontro dai risultati della stagione passata, ma Zempare è cresciuta molto come lo dimostra la chiamata da una squadra di A1 francesce di alto profilo. Noi abbiamo avuto il piacere di goderci Zempare e il suo ottimo anno italiano, in equal maniera ci auguriamo un percorso similare proprio per Bolden”  Che gioco offensivo ti aspetti per lei?  “La sensazione che ho avuto quando l’ho vista è che possa diventare una Meg Mahoney in piccolo, cioè un’ampia gamma di soluzioni offensive tra cui anche il tiro da tre punti, sia quando ha spazio che dal palleggio. Sarà certamente la nostra arma principale per aprire il campo, con penetrazioni sue, che unite a quelle di Fitzgerald, potranno aprire spazi interessanti e tutti da esplorare. Avere anche due lunghe che possono tirare da dietro l’arco ci aiuterà ulteriormente ad aprire questi spazi. In campo aperto credo potrà esprimere anche tutto il suo lato atletico, divorando letterarlente le distanze con le proprie falcate”.

Passiamo alla posizione numero 4 e troviamo Maria Miccoli, reduce da un biennio di altissimo profilo che le ha portato in dote uno scudetto a Lucca ed una finale tricolore + Eurocup a Ragusa  “Noi dobbiamo fare delle scommesse all’interno dalla nostra squadra e delle scelte che ci portano a definirla, lei può essere una di queste. Se abbiamo detto di voler riscoprire Bocchetti e portare ad un livello maggiore Bolden, per Maria sarà tanta la voglia di giocare in maniera più ampia che nel recente passato e questo è sempre un ottimo punto da cui partire”  Avendo una coppia Usa sul perimetro vien da se che la coperta rischia di essere più corta vicino a canestro, preoccupato?  “Non sono preoccupato, per prima cosa cambiamo un pò lo spartito solito che si vede nel campionato di A1 con 3-4-5 come assetto o 2-4-5; come seconda cosa Maria arriva da 2 anni fatti in maniera molto diversa ma molto formativi. Il primo a Lucca con un sistema difensivo importante ed una mentalità incredibile, ha fatto un anno marcando gente di spessore enorme come Harmon o Pedersen, ma la stessa Ndjock. Poi è andata a Ragusa e li ha trovato Hamby o Astou Ndour, quindi è abituata ad allenarsi contro gente di grande temperamento. E’ una ragazza giovane, con buone qualità nelle mani, qualità che ci permetterà di aprire il campo”  Fisicità limitata?  “Non è un quattro dalla stazza imponente certo, però in attacco con gli spazi che si verranno a creare sono convinto possa prendersi i suoi tiri dove ha ottime percentuali, ottimo tocco, potrà per noi essere un playmaker aggiunto come Caterina Gilli. In difesa sarà un lavoro di squadra dove ci aiuteremo tutti insieme, creando un sistema difensivo collettivo. Lavoreremo su questo sin dall’inizio del raduno, a fine agosto, per una quadratura ottimale di squadra”.

Chiude il quintetto Michela Rakova, fresca di diploma al college di San Francisco, centimetri e chili per l’area della Meccanica Nova  “E’ una giocatrice che mi ha colpito molto perchè è un buon difensore, molto solida, pur avendo una buona stazza ha tiro da tre punti, passaggio ottimo e pieno utilizzo sia della mano destra che di quella sinistra. Sicuramento dovrà prendere un ritmo fisico e tecnico come quello del nostro campionato cui non è ancora abituata, però secondo me ha grosso talento ed un’ottima conoscenza della pallacanestro. Per certe cose potrà ricordare Armstrong, certo avrà ritmi diversi, più lenta e più cinque rispetto all’ala di Atlanta, però ha una visione di gioco ampia ed un ottimo tiro all’arco, caratteristica che cercavamo con insistenza”  Potrà correre bene il contropiede e sposarsi appieno con le soluzioni di gioco veloce che avete pensato?  “Corre benissimo il campo, anche da proprio rimbalzo, su ogni pick n’roll che giocherà sarà sempre pericolosa: potendo sia aprirsi che giocare 1c1 dal palleggio, oppure andare in post basso in caso di cambi ed essere efficace in ogni posizione”  Cose su cui ci sarà da lavorare?  “In caso di emergenza, o di cambi in difesa repentini, deve migliorare la propria velocità e rapidità di piedi nello stretto per stare dietro a delle esterne rapide. E’ una ragazza giovane, c’è tempo per lavorare e di conseguenza migliorare” Esce per la prima volta da un sistema scolastico come l’NCAA, come ti è sembrata? Motivata? “Proprio in questi giorni ho avuto modo di scambiare diverse battute con lei, mi è sembrata molto concentrata e credo sappia bene con quali motivazioni venire. Viene in Italia per giocare, migliorarsi e fare esperienza. Aveva richieste anche da squadre di alto profilo o che fanno coppe europee, ma che offrivano ruoli minori o di comprimariato; lei vuole farsi trovare pronta a quella chiamata, ed arrivarci con tanta esperienza in più”.

Passiamo ora a dare un’occhiata alla panchina, con giocatrici molto giovani ed un solido gruppo classe 2002, credi sia una strada giusta pronta da esplorare da subito o avresti aspettato ancora?  “Secondo me è il momento adatto; queste giovani ci consentono tante opzioni dalla panchina, sapendo che possono esserci dei cali durante la stagione; possono esserci per tutti, ma a maggior ragione in considerazione della loro giovane età. Questo si è già visto per alcune di loro lo scorso anno, nella pur breve vita senior con in casa un certo tipo di rendimento ed in trasferta un pò meno. Il nostro obiettivo sarà farle crescere ancora tecnicamente, far capire loro che non sono più le ragazze di 6 mesi fa, quando andavano in campo ed ogni canestro veniva visto come una festa. Ora vanno in campo cercando di mettersi nelle migliori condizioni di produrre e fare il loro massimo per la squadra. E’ il momento giusto perchè hanno talento, qualità morali e qualità tecniche, unite da grande voglia.”

Iniziamo allora a dare uno sguardo nel dettaglio alla panchina, alle spalle di Fitzgerald troviamo Silvia Nativi  “Silvia lo scorso anno ha avuto meno opportunità di gioco, ma solo perchè avevamo due giocatrici esperte in quel ruolo come Reggiani e Cupido ed era difficile trovare tanto spazio da farle giocare. Il ruolo del playmaker è il ruolo più difficile come ho avuto modo di dire anche a lei, ci sarà un grosso lavoro da fare, perchè quando andrà in campo non potrà giocare nella stessa maniera di Fitzgerald, dovrà capire che sistema usare quando sarà lei a giocare playmaker. Così come noi dovremo essere pazienti, lei dovrà essere pronta e recettiva a prendere le indicazioni che costantemente le daremo, cercando di crescere passo dopo passo. Se partiremo con uno spazio X l’obiettivo sarà farla arrivare a X2”  Che caratteristiche trovi in lei e che tipo di giocatrice è?  “Per il ruolo che secondo me andrà ad interpretare ha un fisico incredibile, con braccia lunghe, un playmaker di 1 metro e ottanta. Ha una costanza al lavoro pazzesca, sta diventando un buon tiratore. La parte su cui lei deve lavorare di più è potersi prendersi tiri anche dal palleggio e non solo da scarico, ed utilizzare il suo fisico anche in situazioni di tiro. Quando andrà a giocare situazioni da PnR e 1c1, non potendo andare sempre al ferro, perchè magari in area c’è il recupero di un’americana di 1,95 che le arriva addosso, dovrà essere allora in grado di mettere nel suo arsenale tiri in corsa diversi dal terzo tempo: dei palleggi-arresto e tiro efficaci, cercando sempre di andare in sospensione”  Che ruolo vedi per Silvia?  “Deve e può giocare playmaker perchè ha i requisiti mentali per farlo: è cocciuta. Sarà un playmaker d’ordine, vecchio stampo. La cosa più difficile nel lavoro iniziale sarà toglierle quella voglia di derivazione giovanile che ha di scappare in contropiede, perchè ci saranno altre giocarici deputate a farlo, mentre lei dovrà ragionare e portare intelligenza alla manovra. Altra cosa dovrà capire che fisicamente è diversa dalla media delle proprie avversarie nel ruolo; la sua struttura è ottima e ha doti tecniche interessanti che potrà affinare sempre di più, possono aiutarla a produrre in tante cose. Palle recuparate per esempio grazie a braccia lunghe, stessa cosa andare a rimbalzo, dove offensivamente ha sempre avuto buon timing, il tutto unito ad un atletismo che le da forza in tutte le situazioni dinamiche. Se a Fitzgerald si richiederanno punti e leadership, a lei cercheremo di fare capire che deve dare ordine alla manovra ed ha maggior valore un assist o l’esecuzione ottimale di un gioco, rispetto a una primaria ricerca del canestro”.

Posizione di guardia cambia il nome, ma non l’annata, sempre 2002. Su di lei si sono accesi un pò i riflettori da qualche tempo, prima le Finali Nazionali 2018, poi l’ottimo rendimento ai Mondiali U17, il tutto inframezzato da una chiamata a sorpresa come quella di coach Crespi… Parliamo ovviamente di Giulia Natali  “Merita queste considerazioni perchè è stata brava a meritarsele. Sta sfruttando il talento offensivo che ha e lo sta incanalando nella strada giusta; è una ragazza che ha una costanza nel lavoro e nell’applicazione mentale enorme, sicuramente ha un talento smisurato rispetto alle parietà, ma anche rispetto a molte ragazze più grandi di lei”  Lo scorso anno però avevi giocatrici di grande esperienza in quel ruolo dalla panchina come la coppia Cupido-Cigliani, ora hai delle giovanissime, cosa si rischia?  “Non sono preoccupato, la società ed io abbiamo deciso di andare su di loro e di credere in loro. Se fossi preoccupato o non avessi le giuste motivazioni, allora dovrei rinunciare ad allenare questa squadra: non è possibile fare una cosa in cui non si crede. Penso che avere un talento così a disposizione, avere l’onore di poterla allenare tutti i giorni in palestra, sia solo uno stimolo in più come staff e dirigenza; noi tutti possiamo vederla giocare e crescere con costanza. Ha un piccolo difetto e noi cercheremo il modo di aiutarla a superarlo. Dovrà essere in grado di portare il suo mattoncino con costanza, e non solo a spot. Certo lo scorso anno era pensato come una stagione di graduale avvicinamento e le vicessitudini dell’annata l’hanno portata a giocare tutti gli ultimi 5 minuti dei regolamentari e poi tutti i 5 minuti dell’overtime di un drammatico spareggio salvezza a Faenza, a 15 anni non è cosa da poco. Credo però che con la sfacciataggine che ha, il talento che ha, la voglia che ha di migliorare e crescere tutti i giorni, non ci siano grossi problemi”  Cosa pensi che abbia visto il CT Crespi che l’ha sorpreso?  “Credo che abbia visto quello che vediamo tutti, in particolare chi la vede in azione con continuità tutti i giorni: ovvero un fuoco negli occhi ed un’attenzione ai particolari unita ad una voglia di fare canestro come se ne vedono poche”  Dimensione da regista?  “Ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere di recente e quello che vedo io collima con i pensieri di coach Crespi, ovvero possa essere un valido aiuto quale portatrice di palla, o point guard all’americana. Credo che il CT la veda come una piccola Giorgia Sottana: può portare la palla, ma chiamando un gioco in cui lei può essere parte integrante di quella chiamata. Se prende palla non deve cercare per forza uno scarico per riaprire da playmaker, ma può andare e giocare un PnR in transizione per attaccare il ferro ed essere veloci e rapidi nel trovare una conclusione. Non sarà il playmaker ragionatore e nessuno mai glielo chiederà, ma con un’acquisita maturità potrà avere un impatto su più parti del gioco”  Obiettivi nel medio termine? “Quando ci siamo seduti a tavolino ed abbiamo deciso di prendere questa strada con ragazze giovani sappiamo bene che non sono atlete formate o finite. C’è da lavorare e lavorare e lavorare ancora. Nelle ultime stagioni ci siamo dedicati ed applicati senza sosta e senza respiro su di loro, credo che in parte si sia visto. Nello specifico riguardo a Giulia deve migliorare l’aspetto difensivo, mentre in attacco, dove già se la cava con efficacia, c’è una parte in cui deve stare attenta e migliorare che è nella visione di gioco. Essendo un grande attaccante sempre più spesso si troverà accanto a se difensori efficaci che le rivolgeranno attenzioni crescenti; dovrà essere brava a capire queste situazioni in rapido divenire prima del tiro, leggendo il gioco, e reagire di conseguenza. E’ uno dei tanti miglioramenti individuali su quale andremo a porre l’attenzione”.

Playmaker, guardia, non poteva mancare anche l’ala del 2002… Caterina Gilli, il terzo lato del triangolo su cui poggiano molte delle responsabilità della panchina  “Caterina si inserisce perfettamente in una lineup che offre molte opzioni, ma prosegue una caratteristica ben delineata, così come Rakova o Miccoli, passa molto bene la palla. Potrà giocare da tre, potrà giocare da quattro, dovrà essere brava durante la settimana a lavorare per migliorare la tenuta degli 1c1 magari di un’esterna in situazione di cambio difensivo: certamente sarà il nostro playmaker aggiunto. Se pressano follemente i nostri esterni, potrà essere lei a portare la palla di là, sicuramente questa è un’idea che abbiamo”  Cosa le sarà richiesto?  “Quello che io cerco è in primis che ci dia un equilibrio offensivo importante con le sue doti di passaggio. Come seconda cosa, vista anche la giovane età e i 16 anni sulla carta d’identità, dovrà trovare una continuità di soluzioni offensive via via sempre maggiori. Le difese sono preparate, chiudono troppo l’area se tu sei poco pericoloso al tiro, quindi con costanza proseguiremo nel progressimo inserimento di un tiro da fuori sempre più affidabile. Poi riscoprire un pò la mano destra che adesso sta utilizzando in maniera talvolta approssimativa perchè ha grande fiducia nel suo 1v1 andando a sinistra, sfruttato per esempio benissimo ai Mondiali U17, dove ha chiuso come seconda realizzatrice tra le azzurre, unica insieme a Natali in doppia cifra di media”  Ti troverai due ali come Miccoli e Gilli un pò undersize… “Sono convinto che queste nostre ragazze potranno sopperire a questo con la volontà e una voglia di produrre fuori dal normale, volere è potere. Ogni tanto capiterà che perderemo un rimbalzo in difesa perchè la palla è andata lunga e le nostre leve non possono raggiungere quelle della avversarie, ma lavoreremo sulla nostra voglia che dovrà essere per forza maggiore di tutti. Voglia di andare a prendere quel pallone, voglia di fare bene quel tagliafuori. Caterina non è nuova ad exploit a rimbalzo, a Torino lo scorso anno ne prese 9 per esempio, ha qualità e senso della posizione. Prima ancora di questo è un’agonista terrificante, sa dell’occasione, giocare attivamente in Serie A1, con un ruolo di rilievo e impatto; difficilmente una come lei sbaglia o si lascia scappare una sfida. Ogni anno ha innalzato e migliorato qualcosa, raggiunto sempre i suoi obiettivi. Si tratta di un collante incredibile e sarà particolarmente preziosa durante tutta la stagione”.

Vicino a canestro la tua unica atleta over 30, Valentina Fabbri e qui potremmo dire anche over size…  “Arriva da un’ottima stagione di A2 che ha finito con una doppia-doppia di media, si tratta di una giocatrice che ha un curriculum di tutto rispetto e potrà dare una dimensione interna e di copertura dell’area importante. Ha buona qualità nelle mani, ci consente di poter schierare Rakova anche da quattro, arrivando ad impiegare un quintetto molto alto, con la coppia americana sul perimetro insieme a Gilli e le due lunghe d’area. Credo che Fabbri ci possa dare quell’esperienza che un pò manca alla squadra, oltre in solidità dalla panchina”  Si tratta di un’atleta con caratteristiche particolari  “Si ovviamente abbiamo iniziato a pensare anche a questo e come farlo collimare con il nostro sistema di gioco che inizieremo ad utilizzare nella prima parte della stagione. Penso che lei da secondo rimorchio, arrivando da dietro possa rendersi pericolosa in tanti modi: andando a bloccare la palla oppure ribarlarla veloce ed andare a portare subito un altro blocco. Non sono quindi preoccupato dal fatto che chiaramente in certi frangenti dovremo darle il tempo di spostare i suoi 197cm. La nostra volontà sarà sempre quella di portare tanti punti sul tabellone e quindi dopo ogni rimbalzo speriamo di correre in contropiede il prima possibile; mentre per quanto riguarda la seconda ondata della transizione non sono preoccupato dai suoi tempi”  Presenze diverse in area  “Con Rakova e Fabbri abbiamo notevolmente aumentato i nostri centimetri in area rispetto allo scorso anno; siamo giovani e molto versatili, abbiamo tantissime opzioni e possibilità di quintetti che dovremo imparare a sfruttare: essere bravi a capire come far rendere al meglio. L’obiettivo della prestagione è proprio questo, con 6 gare in cui ogni atleta avrà la possibilità di testarsi per quanto riguarda le richieste individuali, che quelle collettive di squadra”.

A queste giocatrici che abbiamo sin qui presentato se ne aggiungono altre che completano la rosa e danno energia al lavoro in settimana, vediamole, Anna Lavezzi  “Arriva per lei l’anno 2, dopo il grosso cambiamento della scorsa stagione. Deve migliorare la sua costanza durante le due ore di allenamento, indispensabile sarà aumentare la sua capacità di attenzione; ha comprensione del gioco e della pallacanestro in generale: deve ora provare a far durare il più possibile questa sua applicazione. E’ reduce da un 2018 in cui si è calata con buon spirito e volontà in un sistema di lavoro completamente nuovo rispetto al suo passato, ha migliorato il suo tiro, ora ci aspettiamo ulteriori progressi”

Sono due le giocatrici “promosse” dal Settore Giovanile di Bk Academy Mirabello, Victoria Farina che sarà con la sua classe 2003 la più giovane del gruppo ed Elena Ceno classe 2002 con tanto potenziale, ma dire che è una giocatrice ancora da costruire è dire poco…  “Vicky è una ragazza che tutte le volte che è stata chiamata lo scorso anno ad allenarsi al piano di sopra era sempre pronta a qualsiasi tipo di richiesta; ha una passione per questo sport smisurata ed una voglia di allenarsi altrettanto forte. E’ il suo primo anno in cui sarà con costanza a contatto con il nostro team, per lei il classico ruolo di gregaria a completamente del gruppo, con richieste specifiche per il suo miglioramento individuale che poi dovrà andare a trasformare all’interno del vivaio. Dovrà iniziare ad aumentare sempre di più la sua qualità di attenzione, ampliare la capacità di giocare da esterna e non da finta lunga; avere sempre la voglia e l’entusiasmo di confrontarsi settimana dopo settimana con atlete di spessore ed esperienza superiore.”  Quanto ad Elena Ceno? “Si tratta di un’altra ragazza dotata di un fisico incredibile, parliamo di una guardia già di un metro e ottanta in continua crescita con braccia infinite, bisognerà avere con lei tanta pazienza. Dovrà approcciarsi da subito ben determinata nel compiere quei passi indispensabili per percorrere tutta la strada che c’è ancora da fare. La sua struttura fisica impone da parte nostra grande attenzione e si tratta di un investimento a lungo termine che non possiamo permetterci di trascurare. Ha buone qualità in fase di rilascio e mani tutt’altro che da disprezzare, con un buon tocco”.

Qualche giorno fa, è ancora fresca la notizia dell’arrivo di un’altra pedina giovane, Francesca Pia D’Angelo  “Una ragazza dotata di un ottimo fisico, la classica ala, reduce da un’annata all’interno di un sistema di lavoro tosto come quello di Stella Azzurra, sotto la guida di coach Dragonetto. Cercavamo un completamento per il nostro roster con buona predisposizione al sacrificio e con voglia di migliorarsi. Certo già a fine mese si troverà all’interno di un livello in cui lei non si era ancora mai confrontata, quindi dovremo darle tempo di potersi abituare. Possibile che i primi mesi possano essere difficoltosi, ma credo che le qualità fisiche e morali per superare questi momenti di criticità siano ben presenti in lei; grazie anche al sistema giovanile e al lavoro combinato dei miei assistenti Castaldi-Annunziata proseguirà in Academy ad acquisire sempre maggiori certezze”.

Grazie coach della presentazione e buon lavoro!