Un giorno triste in casa Meccanica Nova Vigarano, nella giornata odierna infatti ci ha lasciato l’Ing. Carlo Novarese, dopo una lunga malattia, spegnendosi a Bologna sua città natale.

Lo ricorderemo sempre come grande appassionato di pallacanestro, sempre vicino alle dinamiche del club, presente nei momenti belli ed ancora di più in quelli di difficoltà.

In questo momento il nostro pensiero va alla moglie Mariolina, ai propri figli e la grande famiglia NOVA, a tutte le persone che hanno condiviso il profondo senso di amicizia e stretto rapporti umani forti con l’Ing. Novarese.

Il funerale si terrà nella giornata di sabato 30 marzo p.v. alle ore 14.00 presso la Basilica di San Domenico (Piazza San Domenico, 13) a Bologna. La camera ardente sarà invece allestita presso l’obitorio della Certosa di Bologna (via della Certosa, 16) dalle 11.45 alle 12.45.

Grazie mille Carlo per tutto l’affetto sempre dimostrato e sempre presente stagione dopo stagione, ben quindici nella pallacanestro femminile, a sostegno del movimento e perdita enorme come persona e punto di riferimento quotidiano. Quanto fatto è ben scritto nella memoria di tutti e non sarà mai dimenticato.

Nella prossima gara interna della Serie A sarà osservato un minuto di silenzio prima della gara di ritorno tra Meccanica Nova Vigarano e Use Scotti Rosa Empoli, in programma per domenica 31 marzo alle ore 18.00 al PalaVigarano. La squadra disputerà ogni restante gara della stagione con il lutto sulle maglie.

“Oggi perdiamo un riferimento sempre importante e mai mancato, personalmente un amico sempre sincero, ma anche la consapevolezza di quanto fatto insieme” commenta il DG Ennio Zazzaroni “A nome del club, della presidenza e di tutta la dirigenza, non posso che ringraziare l’Ing. Novarese per tutto quanto ci ha insegnato e lasciato umanamente in questi anni insieme, stagione dopo stagione”.

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“Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v’è qualcosa che è solo suo, e che va perduto per sempre.” – Arthur Schopenhauer